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Arreglándome la vida
«L’ho vista da lontano, ho sbattuto le palpebre, sono tornata a quindici anni, a quella volta che siamo andate al cinema. È stato improvvisato». Cris ne sa molto sugli spettri, dall’asperger al queer. Seguendo la sua routine, va al supermercato in un sabato qualunque, dove incontra colei che è stato il suo primo colpo di fulmine dell’adolescenza. Daniela si è trasferita a Madrid per dare una svolta alla sua vita, stanca di quella che aveva scelto quasi senza volerlo. Cris ha voglia di lasciarsi andare, di non pensare troppo, come al solito. Nel frattempo, a molti chilometri a ovest, suo cugino Edu è stato vicino a perdere la vita, un fatto che risveglia in Cris ricordi della sua infanzia. In Arreglándome la vida, Aranguren racconta una storia sull’infanzia, sull’idealizzazione della famiglia, dei ricordi, sulla difficoltà di crescere senza lasciare che il passato occupi troppo spazio. Quest’opera è una storia d’amore, di uno che si credeva dimenticato, custodito come una fantasia irrealizzabile. Arreglándome la vida è la prima parte di un progetto in cui l’autrice cerca di narrare la realtà del collettivo LGBT+ dalla prospettiva di diverse generazioni e contesti. L’intento non è altro che creare comprensione di come le libertà di cui godiamo oggi in paesi come la Spagna, non fossero altro che un sogno pochi anni fa.